Anziani e alimentazione: un vademecum anti-malnutrizione


Anziani e alimentazione: un vademecum anti-malnutrizione

Anziani e alimentazione: un vademecum anti-malnutrizione

24 Aprile 2018

PUBBLICATO DA Redazione

“Una mela al giorno leva il medico di torno”: chi non conosce questo celebre detto? Mangiare bene, soprattutto dopo una certa età, è una delle regole d’oro da seguire per mantenere un benessere psicofisico ottimale, prevenendo l’insorgenza di patologie tumorali, cardiovascolari, ossee e per mantenersi attivi.

Durante lo scorso 2017, proprio a proposito del tema terza età e alimentazione, SPI e CGIL hanno condotto un’interessante ricerca dal titolo “Pensa a cosa mangi.  Lo spaccato che emerge da questa ricerca non è roseo: su 7.241 intervistati, tra i 69 e i 75 anni, ben Il 17.5% salta il pranzo o la cena, soprattutto tra sud e isole. In particolare, il 13,4% degli anziani con un reddito compreso tra i 500 e gli 800 euro mensili, consuma meno di tre pasti al giorno, generalmente a base di pane, caffelatte, scatolame, pasta e olio.

La causa? Le pensioni troppo spesso non sufficienti, soprattutto per le donne over 75, che devono dare ai loro consumi alimentari un’impronta di austerity con un taglio sulla spesa – fatta al discount e abbandonando la vecchia tradizione del mercato rionale – del 20%.

Ma alimentarsi in maniera sana e completa, durante la terza età, può essere più semplice anche per chi deve mantenere alta la guardia sui conti: modificare la propria dieta, rimanere informati e  ricercare alimenti ricchi in nutrienti, senza pesare troppo sulle proprie finanze, può essere più semplice di quel che si pensa.

 

Anziani e alimentazione perfetta? Il segreto è una piramide.

L’INRAN – l’istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (puoi scaricarlo gratuitamente qui) svela la formula ideale per la dieta nella terza età attraverso un percorso che ricorda la famosa piramide della Dieta Mediterranea:

  • I carboidrati tracciano la base della nostra piramide: compongono il 60% delle calorie totali giornaliere, anche attraverso il prezioso contributo energetico di cereali, meglio se integrali, e legumi, come fagioli, riso e piselli, orzo e lenticchie. Così, è facile ottenere un piatto completo, gustoso ed economico, sempre condito da verdura fresca;
  • Le proteine, cuore della piramide alimentare, sono essenziali per combattere la malnutrizione in terza età: in particolare, quelle di origine vegetale, contenute nei legumi, sono da prediligere. Nella dieta di un “over 65”, la carne deve essere consumata almeno due volte alla settimana, per assicurarsi una scorta sicura di ferro e vitamina B12.
  • Via libera agli Omega 3, così utili a prevenire malattie cardiovascolari – infarto, ictus e cardiopatie – e contenuti soprattutto nel pesce azzurro (Alici, Sarde, Sardine, Sgombro) che, oltre a non superare mediamente i 6 euro al chilo, apporta preziosissima vitamina D, in grado di fissare il calcio nelle ossa, prevenendo Osteoporosi e fratture.
  • Nella dieta over 65 gli zuccheri raffinati e i dolciumi sono il vertice della piramide, e devono essere consumati al massimo un paio di volte a settimana. Un cucchiaino di zucchero in meno nel caffè? Proprio quello che ci vuole!

Anziani ricoverati e malnutrizione: un binomio diffuso?

Secondo stime della SINUC (Società Italiana di Nutrizione Clinica e metabolismo), in Italia un anziano non autosufficiente su due, ricoverato in ospedale od ospite in RSA, è malnutrito: il sintomo principale della malnutrizione è la sarcopenia, la perdita di massa muscolare, che porta al rilassamento dei tessuti, con conseguente debolezza e incapacità nello svolgere le attività quotidiane più comuni.

Proprio in questi giorni, precisamente il 19 aprile, a Exposanità 2018 si è tenuta la presentazione di un interessante progetto sperimentale sulla nutrizione geriatrica dedicato ai soggetti con fragilità alimentari e disfagia chiamato “Weancare”, sviluppato nell’arco di un anno in alcune strutture appartenenti ai Gruppi La Villa in collaborazione con H.A.R.G. – Healthy Aging Research Group – che ottimizza i livelli energetici e proteici degli alimenti somministrati in forma liquida e il loro assorbimento, per ridurre o eliminare del tutto il ricorso alla supplementazione farmaceutica, aumentando l’accettabilità del pasto attraverso l’appetibilità percepita e contribuendo, così, al mantenimento in salute delle persone ospiti, per esempio, delle RSA.

Il dottore del futuro non darà medicine, ma motiverà i suoi pazienti ad avere cura del proprio corpo, della dieta, e della prevenzione della malattia”: questo sosteneva Thoma Alva Edison, l’inventore della lampadina, a proposito dell’alimentazione.

Il futuro di cui parlava Edison è oggi: godere a pieno della propria età è più facile, curando l’alimentazione quotidianamente, con un occhio alla spesa ma, soprattutto, alla propria salute.

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