Caregiver: consigli per gestire la quotidianità con l’anziano


Caregiver: consigli per gestire la quotidianità con l’anziano

Caregiver: consigli per gestire la quotidianità con l’anziano

15 Maggio 2019

PUBBLICATO DA Redazione

Essere caregiver è un’attività particolarmente intensa sia sul piano fisico che emotivo, con un pesante impatto sulla sua vita quotidiana: perché il caregiver familiare svolge fino a 7 ore al giorno di assistenza diretta e 11 ore di sorveglianza, per 8-10 anni, nel caso di persone anziane non autosufficienti. E perché ad aiutare gli anziani nelle loro funzioni di vita quotidiana, come mangiare, lavarsi, vestirsi sono, nel 54% dei casi, i loro familiari.

Ma sapevi che – con qualche accorgimento – è possibile vivere questa condizione in maniera più serena e soddisfacente? Ecco qualche consiglio utile:

Fai un piano preciso delle giornate

Le persone over 75, spesso, sono abitudinarie: hanno orari e necessità precise. Ma organizzare una routine quotidiana, da variare magari nei weekend così da rendere le giornate più piacevoli e diverse, può essere doppiamente utile: perché i tuoi cari potranno mantenere ritmi che li aiuteranno a essere più lucidi, tranquilli, sereni; e per te, per ritagliarti importanti momenti di riposo fondamentali per evitare il tanto temuto burnout.

Comunicare con gli anziani

Nella mente delle persone anziane, con l’invecchiamento, cambiano molte cose: si fa più fatica a ricordare, cala l’attenzione e si provano nuovi sentimenti, spesso negativi, come rabbia, frustrazione, depressione. Per questo, instaurare un rapporto positivo nella comunicazione con i nostri cari è fondamentale: basta, per esempio, non essere critici o sbrigativi, ma dare spiegazioni in merito a ogni azione che si compie. Per esempio: non dire “è ora di cenare” ma “sono le 19:30, è l’ora della cena. Ricordi? Mangi sempre a quest’ora”. Così, usando un linguaggio semplice e amorevole, si creerà un rapporto di fiducia in grado di rasserenare i nostri anziani, facilitando i rapporti e rendendoli più sicuri di se.

Attenzione agli incidenti domestici

Lo dicevamo poco più su: con il passare degli anni, e con l’aumento di alcune patologie, l’attenzione diminuisce, così come l’agilità nei movimenti, o la prontezza dei riflessi; e proprio il 52% delle cadute avviene tra le mura di casa, soprattutto in cucina, in camera da letto, e in bagno. Come agire? Certamente eliminando i rischi più concreti, facendo attenzione agli spigoli scoperti, alle porte o alle finestre spalancate, ai tappeti, spiegando all’anziano il perché di queste azioni, per la sua incolumità, decidendo magari insieme cosa spostare e dove. Non solo: proponi passeggiate e piccole gite, se le condizioni fisiche lo consentono, così da migliorare la capacità fisica e di movimento dei tuoi cari.

Non perdere i tuoi interessi

La Dott.sa Fiorillo, psicologa del Gruppo La Villa, ci dà alcune indicazioni pratiche sull’importanza del mantenersi attivi e del non abbandonare mai le proprie passioni:

  • il tuo corpo e le tue emozioni ti inviano campanelli d’allarme ben precisi: difficoltà di riposo notturno, crisi di pianto o di rabbia, insofferenza. Parti da questi segnali per gestire lo stress, evitando ripercussione negative per la propria salute e per la qualità della relazione;
  • puoi e devi premiarti: con un appuntamento dal parrucchiere, acquistando una nuova camicetta, con un cinema con gli amici più cari, una cena con il tuo partner;
  • Condividi la tua esperienza in gruppi di aiuto, formati e messi a disposizione da vari enti o organizzati dalle RSA; oppure affidati a psicologi, o scegli di parlare con qualcuno di fidato, come un amico o un parente, per un momento di confidenza e svago;
  • Mantieni i rapporti con gli altri: prendi un caffè dalla vicina di casa, sorseggia un aperitivo con qualche amico. Non perdere di vista “gli altri”, ovvero, le persone che fanno parte della tua vita.

Certamente: la quotidianità con l’anziano può essere talvolta complicata, ma può anche rappresentare un momento di condivisione e di avvicinamento unico con un genitore o un fratello, perché è la relazione d’affetto a guidare ogni caregiver.

Ricorda comunque che, in caso la situazione raggiunga delle condizioni di impossibilità nella gestione domestica, è  sempre possibile ricorrere all’aiuto di volontari o a ricoveri di sollievo presso le Rsa: per questo, in caso di necessità, il nostro centro assistenza è a vostra disposizione con informazioni e vicinanza in ogni momento!

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