Vaccino anti-Covid in Rsa: quali orizzonti dal Gruppo La Villa?


Vaccino anti-Covid in Rsa: quali orizzonti dal Gruppo La Villa?

Vaccino anti-Covid in Rsa: quali orizzonti dal Gruppo La Villa?

Il quadro regionale e l'iter verso la somministrazione

15 Gennaio 2021

PUBBLICATO DA Gruppo La Villa

Il 2021 si è aperto, come testimoniano i media, con le campagne per il vaccino anti-Covid in Rsa, destinate in primis al personale sanitario, agli anziani e alle categorie fragili.

E, con buona speranza di tutti noi, il vaccino anti-Covid in Rsa costituisce un’azione preziosa, un primo passo, seppur ancora in fase embrionale. Ma come sta procedendo la campagna di vaccinazione in Italia e nel Gruppo? Lo abbiamo chiesto al Dott. Matteo Marastoni, Reponsabile Clinical Governance La Villa.

Vaccino anti-Covid in Rsa: quali le regioni più virtuose?

Anche se, per diverse ragioni, la vaccinazione non è ancora diffusa “a tappeto” in tutte le strutture – situazione che riguarda tutto il mondo delle Rsa – possiamo dire che, a oggi, la regione più virtuosa è la Toscana: proprio in maniera speculare a quanto testimoniano anche le statistiche nazionali, nelle strutture di questa regione la vaccinazione anti-Covid in Rsa è già stata effettuata su tutti gli ospiti di ben due strutture del Gruppo  e continua a raccogliere le adesioni dei dipendenti.

Ma le altre regioni del Gruppo non sono di certo fanalini di coda: i primi vaccini anti-Covid in Rsa sono già disponibili e si stanno definendo le modalità di per rendere la copertura il più capillare possibile.

Vaccino anti-Covid in Rsa: qual è l’iter?

Le indicazioni per l’esecuzione del piano vaccinale sono state definite dal Ministero della Salute e dall’Europa stessa. In particolare, per quanto riguarda le Rsa dobbiamo:

  • raccogliere le adesioni del personale: il vaccino anti-Covid non è obbligatorio. Tuttavia, proprio nelle strutture cerchiamo di porre l’accento sulla sensibilizzazione;
  • il massimo riguardo è per gli ospiti, soprattutto per chi non è autosufficiente o sotto una tutela: perché serve sempre il consenso informato e nessun vaccino viene somministrato senza “permesso”;
  • il vaccino viene passato nelle Rsa del Gruppo attraverso indicazioni che differiscono da regione a regione: per esempio, le Rsa del Gruppo La Villa in Lombardia diverranno veri e propri punti di vaccinazione, dove saranno medici e infermieri stessi a somministrare il siero; mentre, in altre regioni, sarà l’Asl con il suo personale a recarsi in struttura.

La situazione è in divenire, e un primo – importantissimo – passo è stato fatto: il vaccino anti-Covid è entrato nelle Rsa del Gruppo e sicuramente costituirà un’arma fondamentale per combattere questa battaglia.

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